Tellaro – Il Mito, il Mare, 8 – 14 aprile 2012

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Mostra personale di Emilio Bausani, autore di prototipi in legno ispirati al mare e realizzati recuperando legni da imballaggi industriali, pallets, scarti di parquet e supporti in ondulux.

“… Tellaro induce ad atmosfere intime e familiari, con il suo cielo pieno di stelle, il piccolo porticciolo fatto su misura per gli abitanti e per le loro piccole, piccolissime imbarcazioni… Ed è a Tellaro che questa Mostra è dedicata, perchè qui, negli anni, sono nate delle emozioni che sono “approdate” a realizzare oggetti, si sono concretizzate in simboli tutti ispirati dal Mare.

Anche della casa dell’Autore il mare è l’autentico padrone: dalla terrazzina si ha la sensazione di possedere con un solo sguardo l’intero paese, dallo sprofondo di Selàa lo sguardo si perde su un panorama azzurro che sembra senza fine, mutevole sempre vario.

Questa Mostra, così omogenea all’ambiente che la ospita, racchiude opere che ho visto nascere – a partire dal disegno e dalla conseguente ricerca del materiale – ed è assolutamente personale e originale, nella progettualità come nell’esecuzione .

L’Autore, ricco di creatività e dotato di un’ottima manualità, inizia sempre con il disegno di diverse sagome che vengono ritagliate e realizzate recuperando legni da imballaggi industriali, pallets, scarti di parquet, supporti di ondulux. Segue poi l’assemblamento per sovrapposizione; pochi sono gli attrezzi usati, di preferenza un seghetto “alternativo” ed un flessibile, e poi… via a rifinire l’oggetto con successive revisioni, lisciature con carta vetra e mani di impregnante, continuando a modificare fino a che il manufatto non corrisponda alla immagine fissata sul disegno.

Emilio Bausani ha avuto come autore di riferimento l’artista abruzzese Mario Ceroli ma, al di là di ogni possibile riferimento, quello che lo stimola è il piacere di riciclare il legno già usato, specie quando questo viene dal Mare, di riservargli una nuova possibilità espressiva, tratta dalle infinite parabole che il Mare racconta.

Gli oggetti esposti, realizzati negli anni, dimostrano continuità di ispirazione e di stile, uno stile affabulatorio, a tratti lievemente ironico, come sono le persone di questo “nostro” paese, tutti un poco artigiani, tutti un poco narratori, tutti legati al Mare e alle sue storie.

Storie, infatti,sono quelle che escono dalle opere di Emilio Bausani, storie di draghi e di sirene, di pesci e di polpi… storie del mare.

Storie come ci narriamo da millenni ma che appaiono sempre nuove.”

MARIA GRAZIA BEVERINI DEL SANTO

“Il mare. E’ dal mare che sono nate le storie, le figure che hanno popolato per secoli i sogni e gli incubi dei marinai. Tra le sue onde la cultura classica pose divinità diverse, benevole o maligne: il proteiforme Nereo, le Nereidi sue figlie, le Ondine,Tritone, che avanza gigantesco solcando il mare al suono della sua lunga buccina che acqueta le onde, e le Sirene.

Dapprima raffigurate come terribili e temibili creature metà uccello e metà donne e poi, nella più nota iconografia, come fanciulle bellissime con la lunga coda di pesce, le Sirene, sempre, hanno incantato gli uomini. E anche la letteratura ha reso loro omaggio, dall’antichità sino ad oggi: Omero, Heine, Andersen, Ungaretti, Pascoli, Thomas Eliot, Tomasi di Lampedusa, sono solo alcuni dei grandi artisti che ne hanno scritto.

Ma chi di noi non ha avuto, almeno una volta, la sensazione di percepirne l’enigmatico sorriso affiorare dal mare nei caldi pomeriggi estivi, quando le onde si increspano lievemente e sembrano riempirsi di brillanti al largo del Tino, della Palmaria, di Portovenere o di Tellaro? E a ben guardare,forse, una qualche traccia del loro passaggio nel nostro mare di Tellaro, dove ancora si narra di polpi “campanari “ che mettevano in fuga i pirati facendo suonare le campane della Chiesa, sembra essere rimasta.

Se non altro nel nome di uno storico albergo-bar del paese, “Le Ondine” e nella scritta ormai purtroppo quasi illeggibile, “Trattoria Le Sirene”, che ancora emerge sul fronte di una antica casa. Segni ormai quasi illeggibili di un tempo in cui il Golfo spezzino, era davvero, come ha scritto il poeta Angelo Tonelli, “Il Golfo degli dei”.”

ADRIANA BEVERINI